BARBARA SERRA

Nata a Milano da padre sardo e madre siciliana, Barbara Serra è cresciuta a Copenaghen per poi trasferirsi a Londra nel 1993, dove ha studiato relazioni internazionali alla London School of Economics. Nel 2000 inizia a collaborare con la BBC, per poi diventare reporter per BBC London News. Assunta da Sky News nel 2003, firma importanti servizi di cronaca internazionale, dai funerali di papa Giovanni Paolo II alla causa giudiziaria di Michael Jackson. Nel 2005 inizia a condurre il telegiornale di Channel 5 – prima conduttrice non madrelingua inglese a condurre un TG – e dal 2007, sempre da Londra, diviene il volto di Al Jazeera English. Per l’emittente araba ha condotto importanti inchieste a Washington, dalla Striscia di Gaza, in Israele e Cisgiordania, seguendo inoltre – prima volta per la sua emittente – il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI in Terra Santa come giornalista accreditata dalla delegazione papale. In Italia è opinionista di programmi come Tv Talk di Rai 3. Fra i numerosi riconoscimenti, il premio giornalistico Val di Sole (2007), l’Amalfi Coast Media Award (2009), il Premio Letterario Caccuri (2014) e il premio 12 Apostoli (2015). È inoltre Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia (2019).

Le motivazioni della giuria

«Ha attraversato il mondo del giornalismo con spirito libero, sarda sempre  nel cuore. I numerosi premi e i riconoscimenti testimoniano la straordinaria professionalità di una grande figlia della Sardegna.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)

«Leggi la biografia e ti accorgi di quanto sia cambiato il mondo. Barriere e steccati? Li ha abbattuti davvero tutti. Se il melting pot di questi anni ha un’accezione positiva, la ritroviamo tutta in chi ha una storia familiare e lavorativa come la sua. Le origini contano, forse sono anche determinanti, poi però la capacità di usare i propri occhi come fossero quelli del mondo intero vince. È con quelli che osservi la realtà che ti sta attorno, è con le stesse pupille che ne noti le sfumature e le sai raccontare.»

(Enrico Carta, La Nuova Sardegna)

CIRIACO GODDI

«Siamo orgogliosi ed entusiasti di rivelare al mondo la prima straordinaria foto di un buco nero»: a rilasciare la storica dichiarazione alla stampa è stato Ciriaco Goddi, segretario del consiglio scientifico del consorzio Event Horizon Telescope. Nato a Nuoro nel 1975 e cresciuto a Orune, lo studioso si è laureato in Fisica all’Università di Cagliari e, conseguito il dottorato, è partito per gli Stati Uniti. Decisiva, nel 2006, la chiamata della prestigiosa Harvard University. Nel 2009 supera la selezione per un programma di postdoctoral fellowship all’European Southern Observatory (ESO) di Monaco di Baviera, nel quale si gestiscono i telescopi più grandi al mondo. Nel 2012, a conclusione del progetto, accetta la proposta del Joint Institute for VLBI in Europe (JIVE) olandese, che coordina una rete di telescopi dislocati in tre continenti. Nei successivi sei anni l’astrofisico barbaricino lavora al Black Hole Cam, tra le università di Nijmegen e di Leiden, diventando un ricercatore di fama mondiale. È la sua squadra a pubblicare, nel 2019, la prima immagine di un buco nero al centro della galassia M87 nell’ammasso della Vergine.

Le motivazioni della giuria

«Orgoglio della Sardegna  dove si è formato e da dove è partito per scoprire qualcosa che va oltre l’immaginazione. A  Ciriaco Goddi si lega u a delle scoperte più importanti del nostro secolo.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)

«Il filosofo greco Platone circa 2.500 anni fa, in uno dei suoi dialoghi più celebri, il Fedone, definendo l’uomo usò questa frase quanto mai felice: “noi uomini non siamo come le piante della terra perché la nostra patria è il cielo”. Piccoli, minuscoli in un’immensità che neanche riusciamo a immaginare, siamo però in grado di staccarci dalle nostre radici e spingere il nostro sguardo ogni giorno un millimetro più in là. Non sappiamo perché lo facciamo, un profano nemmeno sa che cosa ciò comporterà per il nostro futuro. Spesso non lo sa neanche lo scienziato, ma, scomodando l’altro grande filosofo dell’antichità cioè Aristotele, è la meraviglia che mette in moto la nostra voglia di conoscere. E questa meraviglia per ciò che ci sta intorno, a volte ci fa andare lontano perché noi uomini non siamo come le piante della terra. La nostra patria forse è davvero il cielo.»

(Enrico Carta, La Nuova Sardegna)

STEFANO GUZZETTI

Stefano Guzzetti è nato a Cagliari nel 1972. Quella per la musica è una passione coltivata fin da giovanissimo, e lo vede passare dallo studio dell’organo all’elettronica e gli studi di musica elettronica al Conservatorio di Cagliari, fino a giungere alle sonorità romantiche e raffinate del pianoforte, spesso, nelle sue composizioni, arricchite dagli archi. Con oltre 32 milioni di ascolti su Spotify e sulle altre piattaforme digitali, concerti in varie città d’Europa, Stefano Guzzetti è considerato uno dei più interessanti compositori e pianisti della scena neoclassica internazionale. Apprezzato anche negli Stati Uniti e in Giappone, dove si è esibito in varie tournée, l’ultima delle quali, nel 2018, è culminata con l’esibizione curata dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo, Guzzetti ha conquistato con la sua musica anche gli stilisti Dolce&Gabbana, che hanno scelto la sua musica per l’evento “D&G Alta Moda” a Palermo nel luglio 2017. Un apprezzamento che viene confermato l’anno successivo, con l’esibizione di Stefano Guzzetti e del suo ensemble di archi durante la kermesse “D&G Alta Gioielleria” alla Public Library di New York. Autore di colonne sonore per il cinema – l’ultima in ordine cronologico è quella composta per il documentario Manga Do. Igort e la Via del Manga (2018) di Domenico Distilo, sul noto scrittore e autore di graphic novel Igort –, e per vari book trailer per la casa editrice Einaudi (Un posto anche per me di Francesco Abate e L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami), Guzzetti è attualmente impegnato con il suo prossimo album da studio, che si avvarrà di due collaborazioni di altissimo livello: la cantante Lisa Gerrard – Golden Globe per il film “Il gladiatore” –, e Cristiano Godano, voce dei Marlene Kuntz. Il brano “1983” disponibile su Spotify, Deezer e Apple Music è appena stato pubblicato dalla iconica casa discografica tedesca Deutsche Grammophon per il progetto “XII”.

Le motivazioni della giuria

«Grande interprete della musica nella più alta armonia e sentimento. Il viaggio di un sardo sulle ali del pensiero, lontana ma sempre vicino alla sua Isola.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)

«Abituati al rumore, non siamo più capaci di sentire da soli l’armonia. Eppure è ovunque: nella terra che gira, nel sole che sorge, nelle stelle che illuminano la notte. O è ancora più vicina ma così lontana quell’armonia. Talmente vicina che possiamo sentirla grazie a chi, usando delle combinazioni che il suo cuore gli suggerisce, la disegna prima su un pentagramma e poi la fa vibrare nell’aria. Nasce così la musica e non c’è bisogno che l’orecchio che la ascolta, né conosca le regole e i meccanismi. La sua magia non è un gioco di prestigio, è semplicemente aria che vibra e mette in moto onde invisibili ma che travolgono come quelle del mare che una dopo l’altra si ripetono. Paiono identiche a volte, sono tutte diverse invece, ma anche loro rispondono a una sola forza, quella dell’armonia.»

(Enrico Carta, La Nuova Sardegna)