ANNA TIFU

Violinista di madre sarda e padre romeno, comincia lo studio del violino all’età di sei anni sotto la guida del padre Mircea, già violinista nell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari. All’età di otto anni prosegue con il maestro Salvatore Accardo che la segue anche all’accademia “Walter Stauffer” di Cremona e all’Accademia Chigiana di Siena, dove nel 2004 ottiene il diploma d’onore. A otto anni vince il I Premio Rassegna Vittorio Veneto (1994). A undici anni debutta come solista dell’Orchestre national des Pays de la Loire, per una serie di concerti in Francia e a dodici alla Scala di Milano con il concerto n.1 di MaxBruch. Si diploma ad appena quindici anni al conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Si è esibita come solista in prestigiose orchestre, come l’Orchestra della RAI di Torino, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra Verdi di Trieste, la Filarmonica George Enescu e l’Orchestra Radio di Bucharest, l’Orchestra da Camera della Lituania, Orchestra da Camera di Monaco, la KZN Filarmonica di Durban e l’Orchestra Filarmonica del Qatar. 

www.annatifu.com

Le motivazioni della giuria

«Il linguaggio universale delle note, maneggiato con cura, sapienza e grazia da una donna che impersonifica la bellezza stessa dell’arte. Un messaggio che va oltre qualsiasi confine e qualsiasi epoca. Quando l’insularità non è più un ostacolo.»

(Roberto Petretto, La Nuova Sardegna)

«Il maestro Salvatore Accardo, l’ha definita “uno dei talenti più straordinari che mi sia capitato di incontrare”. Diplomata in violino a 15 anni appena col massimo dei voti, si è esibita nei palcoscenici più importanti del mondo ottenendo sempre ampi e crescenti consensi. Cagliaritana, eccellenza sarda nel mondo.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)

ETTORE FRANCESCO SEQUI

Nato a Ghilarza il 13 febbraio 1956, dopo una laurea in Scienze politiche all’Università di Cagliari e una specializzazione in Islamologia – negoziati multilaterali, Ettore Francesco Sequi  ha intrapreso la carriera diplomatica nel febbraio 1985. Alla Direzione Generale Affari Economici è stato responsabile della cooperazione tecnologica internazionale, affrontando questioni come l’ASE (Agenzia Spaziale Europea), l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e l’UIT (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni).Ha poi ricoperto incarichi di grande prestigio: Console d’Italia a Teheran, Consigliere presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’ONU, assistente del Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e del Presidente dell’ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite). E ancora, per citarne alcuni: Ministro Consigliere presso l’Ambasciata d’Italia a Tirana, Ambasciatore d’Italia a Kabul, Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per l’Afghanistan e per il Pakistan, capo di Gabinetto dei ministri Mogherini e Gentiloni, Capo Delegazione dell’Unione Europea in Albania.Nel 2012 ha ricevuto il Premio per la Pace Giuseppe Dossetti e dal 20 luglio 2015 è Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese e Mongolia.

www.ambpechino.esteri.it/ambasciata_pechino/it/ambasciata/ambasciatore

Le motivazioni della giuria

«Chi meglio di un ambasciatore può rappresentare la nostra isola nel mondo? La diplomazia è un’arte che in queste terre le persone più illuminate esercitano giornalmente. E l’ambasciatore Sequi è un degno figlio di questa terra.»

(Roberto Petretto, La Nuova Sardegna)

«Ettore Francesco Sequi, sardo di Ghilarza. Modello di riferimento per le sue doti di equilibrio e di fine negoziatore. Console a Teheran, rappresentante speciale per l’Afghanistan, capo delegazione a Ue a Tirana, capo di Gabinetto della ministra Federica Mogherini e dell’allora ministro Paolo Gentiloni. Dal 2015 è ambasciatore italiano in Cina.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)

GIOVANNI FLORIS

Figlio di nuorese doc, da sempre legato alla Sardegna, Giovanni Floris si è diplomato al liceo classico Torquato Tasso di Roma e per poi laurearsi in Scienze politiche alla Luiss di Roma. Dopo le prime collaborazioni con l’Espresso, l’Avanti!Il Messaggero, ha vinto il concorso d’accesso alla Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.Superata la prova di idoneità professionale al termine del biennio di praticantato, ha continuato a collaborare con alcune testate per poi essere assunto dal Giornale Radio Rai nel 1996, dove è stato redattore economico, inviato e conduttore. Ha quindi condotto i GR del mattino, Radio anch’io e Baobab, ed è stato inviato in IndonesiaGiapponeThailandiaCina, USACileArgentinaBrasile, IrlandaInghilterraSveziaSpagnaBelgioPaesi BassiLettoniaUngheriaSi trovava a New York al momento degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 e, dopo quell’esperienza, è stato nominato corrispondente per la RAI dagli USADopo un anno nella sede di New York, è diventato conduttore del nuovo talk-show di RAI 3 Ballarò, che lo ha portato alla notorietà.  Dalla stagione 2014/2015 conduce Dimartedì, sull’emittente LA7È autore di numerosi saggi e ha pubblicato i suoi primi tre romanzi: Il confine di bonetti e La prima regola degli Shardana (Feltrinelli), Quella notte sono io (Rizzoli).

www.giovannifloris.it

Le motivazioni della giuria

«Distinguersi e elevarsi nel mare magnum dell’informazione è sempre più difficile. Bisogna avere la capacità e la professionalità per esercitare la pratica della curiosità senza fare sconti. E, quando serve, con la caparbietà che è propria di chi ha la struttura per resistere alle pressioni.»

(Roberto Petretto, La Nuova Sardegna)

«Nei suoi libri e nelle trasmissioni tivù racconta e interpreta i fatti di storia e di cronaca con garbo, autorevolezza e imparzialità. Il suo stile asciutto e al tempo stesso incisivo, ha segnato un modo nuovo di fare giornalismo e televisione. Orgoglioso delle sue origini nuoresi, interpreta al meglio lo stile severo della Sardegna.»

(Antonio Masala, L’Unione Sarda)